Boaventura Cardoso in Italia: la voce dell’Angola tra letteratura, memoria e identità

di claudia
cardoso

In occasione del 50° anniversario dell’indipendenza dell’Angola, l’Associazione Culturale Casa de
Angola in Italia organizza una serie di incontri letterari con il noto scrittore angolano Boaventura
Cardoso nel primo trimestre del 2025. Diplomatico e scrittore di prestigio, Boaventura Cardoso è uno dei nomi più importanti della letteratura angolana contemporanea.

Lo scrittore angolano Boaventura Cardoso, ex ministro della Cultura, condividerà, tra pochi giorni, la sua esperienza in tre università italiane. La presenza dell’autore in atenei di Milano, Roma e Padova, rientra nell’ambito del progetto Etumudietu, dell’Associazione Culturale Casa de Angola in Italia, nell’ambito della sua agenda per il primo semestre del 2025.

L’iniziativa, di cui parla anche il quotidiano ufficiale angolano Jornal de Angola, mira a promuovere la letteratura angolana e a stabilire scambi accademici tra Angola e Italia. Secondo Matias Mesquita, responsabile della Casa de Angola in Italia, il progetto Etumudietu rafforza l’importanza della letteratura angolana come strumento per preservare la memoria e l’identità nazionale.

Diplomatico e scrittore di prestigio, Boaventura Cardoso è uno dei nomi più importanti della letteratura angolana contemporanea.

Laureato in Scienze Sociali presso la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino – “Angelicum” di Roma, Boaventura Cardoso ha costruito una brillante carriera nella letteratura, nella diplomazia e nella politica angolana. Come scrittore, è autore di una vasta opera profondamente radicata nell’identità e nella storia
dell’Angola. Tra i suoi libri di racconti ricordiamo Dizanga dya Muenhu (1977), O Fogo da Fala
(1980)
e A Morte do Velho Kipacaça (1987). Per quanto riguarda la narrativa, ha pubblicato O Signo do Fogo (1992), Maio, Mês de Maria (1997), Mãe, Materno Mar (2001) – vincitore del Premio nazionale per la cultura e le arti – Noites de Vigília (2012) e Margens e Travessias (2022), quest’ultimo premiato con il Premio letterario Dstangola Camões.

“Margens e travessias, di Boaventura Cardoso è un romanzo il cui protagonista è il popolo dell’Angola. In questo racconto di finzione, la storia della formazione dell’Angola e dell’identità del suo popolo viene attraverso i ricordi di due “anziani”: Kitekulu, un soba (capo tradizionale) e Manimaza, figlio delle acque. Le loro conversazioni si svolgono mentre viaggiano lungo i fiumi dell’Angola e attraverso i suoi villaggi fluviali. In questo modo, vengono raccontati fatti e miti del Paese, dall’epoca precoloniale alla lotta di liberazione, fino al periodo post-indipendenza. Raggiungono il lettore attraverso le voci dei personaggi del romanzo”. (Kapulana Editora)

Oltre al suo impatto letterario, Cardoso ha svolto ruoli chiave nella promozione della cultura angolana, essendo membro fondatore dell’Unione degli Scrittori Angolani e primo presidente dell’Accademia Angolana delle Lettere. Il suo contributo alla letteratura gli è valso anche riconoscimenti internazionali, come il titolo di Commendatore dell’Ordine al Merito Culturale del Brasile e l’inclusione nel Novo Aurélio Buarque de Holanda e nella The Literary Encyclopedia of London.

Il primo evento avrà luogo giovedì 27 febbraio h 12.30-14 presso l’Università degli Studi di Milano, dove l’80enne Boaventura Cardoso interagirà con Vincenzo Rosso, professore associato di Letteratura portoghese, brasiliana e africana in lingua portoghese. Seguiranno i convegni del 10 marzo h 14 presso l’Università di Roma Tre, moderato da Giorgio de Marchis, direttore della Cattedra Agostinho Neto e professore di Letteratura portoghese e brasiliana e dell’11 marzo h14.30 presso l’Università di Padova con la professoressa Barbara Gori, docente di Letteratura portoghese, brasiliana e lusofona. Boaventura Cardoso è uno dei nomi più importanti della letteratura angolana contemporanea ed è autore di un vasto corpus di opere profondamente radicate nell’identità e nella storia dell’Angola.

“La presenza di Boaventura Cardoso a questi eventi rappresenta non solo un omaggio al suo lavoro, ma anche uno stimolo al dialogo accademico sulla letteratura angolana sulla scena internazionale”, spiega Matias Mesquita, appena tornato da Luanda a Firenze, dove ha sede la sua associazione.

Il progetto Etumudietu nasce dalla partnership con l’Unione degli scrittori angolani per portare libri e autori angolani in Italia.

La Casa de Angola organizza anche da anni un festival cinematografico, il Kibaka Florence Festival, che quest’anno si svolgerà dal 14 al 15 marzo.

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