Circa diecimila rifugiati scappati da Bukavu e dintorni sono entrati in Burundi

di claudia
rifugiati

Circa 10.000 persone, tra cui civili e soldati, sono entrate in Burundi per scappare dai combattimenti e dalla presa di Bukavu da parte della ribellione filo ruandese dell’M23, tra il fine settimana e lunedì.

La maggior parte di loro sono stati raggruppati nei centri di accoglienza di Gihanga, nella provincia di Bubanza, e Cibitoke, situati nel nord-ovest del Burundi. Il ministero dell’Interno, della Pubblica Sicurezza e dello Sviluppo della Comunità del Burundi, ha detto che sono in corso operazioni di identificazione per separare i civili dal personale militare, nonché i malati e i bambini, al fine di facilitare l’assistenza umanitaria. “La selezione non solo contribuirà a mantenere l’ordine pubblico, ma fornirà anche aiuti mirati ed efficaci ai più vulnerabili, tra cui bambini e malati”, ha affermato un funzionario locale che ha preferito mantenere l’anonimato.

L’afflusso massiccio di rifugiati in Burundi avviene nel contesto di una grave crisi umanitaria nella regione dei Grandi Laghi, aggravata dagli scontri in corso tra le Forze armate della RDC (Fardc) e i gruppi ribelli attivi nell’est del Paese.

Di fronte a questa situazione di emergenza, diverse organizzazioni umanitarie hanno chiesto una mobilitazione internazionale per sostenere gli sforzi del Burundi nell’accoglienza e nell’assistenza ai rifugiati. Sono in corso trattative per coordinare l’intervento delle agenzie delle Nazioni Unite responsabili delle questioni relative ai rifugiati, al fine di prevenire una grave crisi umanitaria. 

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