Il Somaliland contro Mogadiscio, no a un porto e una base aerea agli Stati Uniti

di claudia

Il Somaliland, regione separatista della Somalia, ha respinto il tentativo del governo centrale di concedere agli Stati Uniti il controllo esclusivo di un porto e di una base aerea a Berbera. Hargheisa, che ha dichiarato l’indipendenza nel 1991, sostiene che tali strutture non appartengono a Mogadiscio e non possono essere cedute.

In una lettera al presidente statunitense Donald Trump, il presidente somalo Hassan Sheikh Mohamud ha offerto agli Usa quattro basi strategiche, sostenendo che rafforzerebbero le operazioni di sicurezza americane. Il ministro degli Esteri del Somaliland, Abdirahman Dahir Aden, ha definito la proposta “disperata”, affermando che non potrà fermare il riconoscimento internazionale del Somaliland.

Il porto di Berbera, recentemente ampliato e gestito dalla Dp World società logistica degli Emirati Arabi Uniti, è di interesse per gli Stati Uniti, che da tempo supportano la Somalia contro al-Shabaab, milizia legata ad al-Qaeda. Tuttavia, Mogadiscio teme che Trump riduca tale sostegno.

A dicembre, la Somalia ha stipulato un contratto da 600.000 dollari l’anno con una società di lobbying statunitense per rafforzare le relazioni con Washington. Nella sua lettera del 16 marzo, Mohamud ha evidenziato l’importanza strategica delle basi offerte per contrastare l’influenza di Cina e Russia nel Corno d’Africa. Tuttavia, il sistema federale somalo potrebbe ostacolare questa iniziativa, in particolare riguardo al porto di Bosaso nel Puntland, il cui governo non è stato consultato.

Il Somaliland ha già affrontato tensioni internazionali per il controllo dei suoi porti. Nel 2023, un accordo con l’Etiopia ha suscitato proteste da parte della Somalia, che considera la regione parte del proprio territorio. Le dinamiche geopolitiche nella regione restano quindi complesse e in continua evoluzione.

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