Niger, la giunta libera diversi prigionieri politici, ma non Bazoum

di claudia
Mohamed Bazoum

Le autorità del Niger hanno annunciato il rilascio di una cinquantina di prigionieri legati al regime di Mohamed Bazoum, rovesciato nell’estate del 2023. L’ex presidente, detenuto a domicilio a Niamey,  non è coinvolto in questo gesto di distensione.

“Queste persone vengono rilasciate in conformità con le raccomandazioni della conferenza nazionale sulla ricostruzione”, tenutasi a febbraio, ha affermato la segreteria generale del governo in una dichiarazione letta dalla televisione pubblica. Si tratta dell’ex ministro del Petrolio, Mahamane Sani Issoufou, figlio dell’ex presidente Mahamadou Issoufou, di Kalla Moutari, ex ministro della Difesa, di Ahmed Djidoud, ex ministro delle Finanze, e di Ibrahim Yacoubou, ex ministro dell’Energia.

Tra i dirigenti dei partiti politici, è liberato il presidente del Partito nigerino per la democrazia e il socialismo (Pnds), l’ex partito al governo, Foumakoye Gado. Nella lista figurano anche il giornalista Ousmane Toudou e Alat Mogaskia, ex ambasciatore in Nigeria.

Tutti furono arrestati dopo il colpo di Stato che portò al potere l’ex capo della guardia presidenziale Abdourahamane Tiani, oggi presidente di transizione. Sono stati accusati di “cospirazione per minare la sicurezza e l’autorità dello Stato”.

Tra i beneficiari di queste liberazioni ci sono diversi soldati condannati in passato per “tentativo di colpo di stato” o “messa in pericolo la sicurezza dello Stato”: Salou Souleymane, ex capo di stato maggiore delle forze armate, e altri tre ufficiali condannati nel 2018 per aver tentato di rovesciare Mahamadou Issoufou nel 2015.

“Il perdono e la riconciliazione che invochiamo non possono opporsi alle legittime aspirazioni dei nigerini alla giustizia; al contrario, i due approcci sono necessariamente conciliabili”, ha spiegato il generale Tiani il 26 marzo, durante la cerimonia di promulgazione della carta della rifondazione. 

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