Un’epidemia di meningite scoppiata nel nord-ovest della Nigeria ha causato almeno 26 morti nelle ultime settimane, secondo quanto riferito dalle autorità sanitarie del Paese. L’epidemia è iniziata alla fine di gennaio nello Stato di Kebbi, dove sono stati registrati oltre 200 casi sospetti, ha dichiarato Musa Ismail, commissario statale per la salute, in una conferenza stampa a Birnin Kebbi. Le autorità locali hanno già inviato forniture mediche nelle aree colpite e istituito centri di isolamento per contenere la diffusione della malattia.
Anche nello Stato di Sokoto, a circa 150 chilometri da Kebbi, sono stati segnalati diversi casi sospetti. Il commissario alla salute statale, Faruk Abubakar, ha invitato la popolazione a rimanere vigile e a cercare immediata assistenza medica in caso di sintomi come febbre alta, rigidità del collo e forti mal di testa.
La meningite è particolarmente diffusa in Nigeria durante la stagione calda e rappresenta una sfida sanitaria significativa per il Paese più popoloso dell’Africa. La malattia, che colpisce le membrane protettive del cervello e del midollo spinale, si aggiunge ad altre emergenze sanitarie, tra cui la malaria, di cui la Nigeria detiene il tasso di incidenza più alto al mondo.
Negli anni passati, il Paese ha ricevuto supporto dall’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale (Usaid) per combattere queste malattie, ma tale assistenza è stata recentemente ritirata.
Secondo il Nigeria Centre for Disease Control and Prevention (Ncdc), tra il 2022 e il 2023 il Paese ha registrato 2.765 casi sospetti e 190 decessi legati alla meningite. Nel 2024, un focolaio simile ha provocato 153 vittime, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).
La Nigeria sta lavorando per attuare la roadmap globale per l’eliminazione della meningite entro il 2030, approvata dall’Assemblea mondiale della sanità nel novembre 2020.